“Tao, te bella babbola”. Questa è un esempio di come parla e compone le frasi chi ha problemi di linguaggio. Che si parli di dislalie o disordine
fonologico o disturbo semplice di linguaggio, la sostanza non cambia: i bambini che presentano questo tipo di difficoltà non riescono a pronunciare le
parole in maniera corretta; commettono diversi tipi di errori: sostituzioni di fonemi (nel caso della frase succitata abbiamo il fonemi /ci/ sostituito
con /t/, il fonema /k/ sostituito con la /t/), riduzione di gruppi consonantici (/mb/ viene ridotto in un’altra /b/), inserzione di fonemi e altri
ancora.
Sempre più frequente è la richiesta di una Valutazione Logopedica
da parte dalle mamme che allarmate da una produzione linguistica incomprensibile da parte dei loro figli, decidono di rivolgersi ad un esperto della
comunicazione e del linguaggio. Quasi sempre però dopo i cinque anni d’età, ed è raro che prima di quest’epoca ci si ponga il problema in merito al
linguaggio dei piccoli.
Alcuni bambini possono sviluppare il linguaggio più tardi rispetto a bambini della stessa età e non per questo hanno difficoltà, anzi possono
addirittura avere un’esplosione linguistica non indifferente. Ma, purtroppo, mi capita sempre più frequentemente di valutare bambini di oltre cinque
anni d’età che parlano davvero male, ciò mi preoccupa molto.
Mi rendo conto che in famiglia, soprattutto con la mamma, si struttura un linguaggio comprensibile mediante il quale il piccolo ottiene ciò che vuole,
per questo motivo l’interesse e la motivazione del bambino nel correggere la pronuncia non c’è, e nemmeno i genitori ne sentono la necessità. Il
problema si comincia ad evidenziare solo poco prima che il loro figlio debba essere inserito in prima elementare, perché con l’ingresso a scuola i difetti di pronuncia assumono un significato differente ed è così che i genitori iniziano a preoccuparsi.
La prevenzione potrebbe risolvere tantissimi problemi e sopratutto far recuperare tempo prezioso ai nostri piccoli, basta richiedere al medico di base
una visita specialistica foniatrica prenotarla all’asl ed avere così un consulto tecnico sulle competenze del linguaggio del bambino, oppure rivolgersi
privatamente al proprio Foniatra di riferimento.
Le maestre e i pediatri giocano un ruolo fondamentale in questo disturbo, perché spesso le mamme si fanno consigliare da loro su come doversi
comportare. È importante, quindi, che essi diano un contributo sulla precocità d’intervento. Spesso, però, non è così. Arrivano, da me, mamme disperate
perché non capiscono nemmeno più loro cosa dicono i loro figli e alla mia domanda “ma a scuola nessuno se ne è accorto?” mi dicono “si, ma le maestre
hanno detto di aspettare!”. Aspettare cosa? Che i bambini possano strutturare un disturbo di linguaggio più complesso e/o che alle elementari
possa sfociare in DSA?
Ecco perché ho deciso di scrivere questo ebook; voglio che chiunque: genitori, insegnati, educatori, terapisti, ecc.. possano conoscere cos’è il linguaggio, come si sviluppa, come dovrebbe essere uno sviluppo normale e come interpretare i campanelli d’allarme, in modo
tale da intervenire il più precocemente possibile.